
Ho la pagina bianca davanti. Vorrei scrivere qualcosa sulla morte di Mario Monicelli è difficile. C’è qualcosa che ti blocca le parole sulla punta delle dita, il respiro in gola, le lacrime. Se amo il cinema come lo amo, se guardo alla vita come la guardo ogni giorno, lo devo molto ai suoi film. Alla sua passione e al suo disincanto, alla sua ironia. Al suo modo di essere grande senza essere prepotente. Non lo conoscevo di persona, l’ho visto di corsa veloce una volta soltanto. Ma l’ho amato come pochi altri artisti, come pochi altri famosi.
E la tristezza per la sua scelta di vita, che ha privato me e te e noi del suo immenso talento e della sua luminosa visione del mondo, è grandissima. Penso ai film, penso alle scene, penso alle frasi. Penso a Gassman, Mastroianni, Sordi, Totò, Tognazzi. Penso alla pasta e ceci, al iosoioevoinonsieteuncazzo, penso alla supercazzola. Penso che tutto questo non sfuggirà mai dalla mia mente. Penso tutto questo per salutarlo. Ciao Mario. E grazie, per tutto.